Domande frequenti

Si può guarire? Come funzionano le terapie? Come posso supportare un paziente? Abbiamo raccolto le vostre domande più frequenti, cercando di dare le risposte più esaurienti e precise.

01. TERAPIE E POST DIAGNOSI

La luce pulsata ed il laser per la rimozione dei peli superflui, sono pericolosi come i solarium abbronzanti? Anche l'uso di essi aumenta il rischio per l'insorgenza del melanoma?

Risposta del Dottor Andrea Garelli specialista in chirurgia plastica ricostruttiva

Per quando riguarda l’insorgenza del melanoma questi laser non sono dannosi sulla pelle a differenza invece dei lettini abbronzanti. Tuttavia è opportuno schermare i nevi prima di ogni trattamento perché non è indicato che il laser o la luce pulsata colpiscano i nei della nostra pelle

C’è una condizione il cui paziente affetto da melanoma può considerarsi guarito?

Risposta del Dottor Carlo Pastore specialista in Oncologia

Come in tutte le patologie oncologiche esistono diversi stadi di malattia. Lo stadio assai iniziale della malattia in situ presenta una  guarigione completa e duratura elevatissima e si tratta con la sola escissione chirurgica. Quando si parla di stadi intermedi è possibile assistere anche ad una ( fortunatamente non frequente) recidiva tardiva ( a distanza di anni). In questo caso la fase precedente la recidiva si deve considerare come una fase di quiescenza nella quale probabilmente le cellule tumorali residue nell’organismo hanno trovato una convivenza tramite il sistema immunitario del paziente. Dal momento in cui la malattia si è palesata inizia il percorso di cura della fase metastatica. Le moderne metodiche nella terapia oncologica del melanoma in fase diffusiva possono consentire la remissione completa della malattia (definita come non più evidenza radiologica della medesima). Questo non coincide matematicamente con la guarigione completa in senso stretto, ma può essere una remissione anche molto duratura nel tempo. Quando questa durevolezza è di anni si può di fatto accostare alla guarigione completa. Stessa disquisizione risulta valida nei pazienti che ab initio hanno già una malattia diffusa.

La sinergia tra immunoterapia e radioterapia stereotassica: meccanismo di azione e risultati

Risposta del Dottor Giambattista Siepe

La combinazione tra radioterapia stereotassica ed immunoterapia sembra essere la nuova strategia nel trattamento del melanoma metastatico.

Da una parte, lo stimolo infiammatorio delle radiazioni induce la morte cellulare "immunogenica". Dall'altra, vi è l'azione immunostimolante dei farmaci.  Lavorando in sinergia, essi amplificano enormemente la risposta specifica del sistema immunitario contro il tumore.

Le maggiori evidenze scientifiche sono riferibili  a pazienti con metastasi cerebrali. L'approccio combinato risulta ben tollerato, efficace in termini di controllo locale  e sopravvivenza globale.

Riguardo invece, ad altre sedi di malattia (quali possono essere scheletro, linfonodi ed organi parenchimatosi) ci sono dati più limitati. Sorprendentemente però, si rileva come il trattamento combinato induca una risposta anche nelle sedi non radiotrattate, rallentando l'evoluzione della malattia. Per questo, sono necessari ulteriori riscontri, affinché si considerino tali terapie, promettenti standard di cura.

02. IL RUOLO DEL CAREGIVER

LA SINERGIA TRA IMMUNOTERAPIA E RADIOTERAPIA STEREOTASSICA: MECCANISMO DI AZIONE E RISULTATI

Risposta del Dottor Giambattista Siepe

La combinazione tra radioterapia stereotassica ed immunoterapia sembra essere la nuova strategia nel trattamento del melanoma metastatico.

Da una parte, lo stimolo infiammatorio delle radiazioni induce la morte cellulare "immunogenica". Dall'altra, vi è l'azione immunostimolante dei farmaci.  Lavorando in sinergia, essi amplificano enormemente la risposta specifica del sistema immunitario contro il tumore.

Le maggiori evidenze scientifiche sono riferibili  a pazienti con metastasi cerebrali. L'approccio combinato risulta ben tollerato, efficace in termini di controllo locale  e sopravvivenza globale.

Riguardo invece, ad altre sedi di malattia (quali possono essere scheletro, linfonodi ed organi parenchimatosi) ci sono dati più limitati. Sorprendentemente però, si rileva come il trattamento combinato induca una risposta anche nelle sedi non radiotrattate, rallentando l'evoluzione della malattia. Per questo, sono necessari ulteriori riscontri, affinché si considerino tali terapie, promettenti standard di cura.

La luce pulsata ed il laser per la rimozione dei peli superflui, sono pericolosi come i solarium abbronzanti? Anche l'uso di essi aumenta il rischio per l'insorgenza del melanoma?

Risposta del Dottor Andrea Garelli specialista in chirurgia plastica ricostruttiva.

Per quando riguarda l’insorgenza del melanoma questi laser non sono dannosi sulla pelle a differenza invece dei lettini abbronzanti. Tuttavia è opportuno schermare i nevi prima di ogni trattamento perché non è indicato che il laser o la luce pulsata colpiscano i nei della nostra pelle.

C’è UNA CONDIZIONE IL CUI PAZIENTE AFFETTO DA MELANOMA PUò CONSIDERARSI GUARITO?

Risposta del Dottor Carlo Pastore specialista in Oncologia

Come in tutte le patologie oncologiche esistono diversi stadi di malattia. Lo stadio assai iniziale della malattia in situ presenta una  guarigione completa e duratura elevatissima e si tratta con la sola escissione chirurgica. Quando si parla di stadi intermedi è possibile assistere anche ad una (fortunatamente non frequente) recidiva tardiva (a distanza di anni). In questo caso la fase precedente la recidiva si deve considerare come una fase di quiescenza nella quale probabilmente le cellule tumorali residue nell’organismo hanno trovato una convivenza tramite il sistema immunitario del paziente. Dal momento in cui la malattia si è palesata inizia il percorso di cura della fase metastatica. Le moderne metodiche nella terapia oncologica del melanoma in fase diffusiva possono consentire la remissione completa della malattia (definita come non più evidenza radiologica della medesima). Questo non coincide matematicamente con la guarigione completa in senso stretto, ma può essere una remissione anche molto duratura nel tempo. Quando questa durevolezza è di anni si può di fatto accostare alla guarigione completa. Stessa disquisizione risulta valida nei pazienti che ab initio hanno già una malattia diffusa.

Il paziente amico o familiare affetto da melanoma rifiuta ogni forma di contatto o colloquio. Che posso fare per essere utile?

Probabilmente la persona a cui vogliamo bene sta cercando di elaborare o semplicemente vive un momento di confronto con se stesso. Non stressare il paziente. Rimanere presente e disponibile non appena sarà nuovamente pronto al dialogo.

Dal momento della diagnosi. Cosa posso fare per aiutare il paziente?

Ogni persona ha la propria reazione nei confronti della diagnosi, sicuramente la cosa migliore da fare è assicurare la propria presenza e comunicare la disponibilità di ascolto.

Quali sono le parole da dire o non dire ad una persona che aspetta l'esito delle analisi diagnostiche e di controllo?

Nel lasso di tempo che passa tra l'esame e l'esito la cosa migliore da fare è cercare di far passare il tempo di attesa in un modo semplice. Una buona passeggiata o una cena posso essere motivo di svago. Evitare di parlare solo della malattia e magari strappare un sorriso ricordando eventi passati in allegria.